I limiti d’età e il sistema delle riserve di posti sono tra gli aspetti più fraintesi dei concorsi in divisa. Molti candidati si convincono di essere “troppo vecchi” quando invece rientrano grazie a un’elevazione, oppure ignorano che il servizio come Volontario apre una corsia privilegiata verso le Forze di Polizia. Facciamo chiarezza.
Il VFI/VFP1: la porta d’ingresso più accessibile
Il Volontario in Ferma Iniziale (VFI) — in alcuni contesti ancora indicato come VFP1 — è il canale di massa delle Forze Armate e la via più accessibile al mondo militare italiano. Bandi frequenti, spesso più volte l’anno, per migliaia di posti totali tra Esercito, Marina e Aeronautica. Il requisito di studio è basso (sufficiente la licenza media) e l’età richiesta è generalmente nella fascia 18-24 anni.
Il contratto è inizialmente di durata limitata (un anno), prolungabile come VFP4 (ferma quadriennale) e potenzialmente percorribile fino al passaggio nel servizio permanente effettivo.
Le elevazioni dell’età: chi può ancora partecipare
Il limite d’età di un bando non è quasi mai un muro netto. La normativa prevede elevazioni che spostano in avanti il limite massimo. L’esempio più chiaro arriva dai concorsi Marescialli 2026: il limite ordinario è il compimento del 26° anno, ma sale a 28 anni per chi ha già prestato servizio militare con ferma non inferiore a quella obbligatoria, e fino a 30 anni per alcune categorie di militari già in servizio.
Lo stesso principio vale per la Polizia di Stato, dove il limite per gli Allievi Agenti (tipicamente fissato attorno ai 26 anni) è elevato in funzione del servizio militare eventualmente prestato. La conseguenza pratica: prima di concludere “ho superato l’età”, va sempre letta la sezione del bando dedicata ai requisiti anagrafici e alle elevazioni. Molti candidati idonei si autoescludono per un calcolo sbagliato.
Le riserve di posti: la corsia per gli ex-militari
È qui che il VFI/VFP rivela il suo valore strategico più grande. Una quota significativa dei posti nei concorsi delle Forze di Polizia è riservata ai Volontari delle Forze Armate in servizio o congedati. Il concorso Allievi Agenti della Polizia di Stato 2026 lo mostra con chiarezza: il bando distingue una procedura dedicata ai VFP (i volontari delle Forze Armate) accanto a quella per i civili, con graduatorie e calendari di prove separati.
Questo significa che il percorso “VFI prima, Forza di Polizia poi” non è un ripiego ma una vera strategia di accesso: si entra giovani con requisiti minimi, si presta servizio, e si concorre poi per i ruoli di Polizia in una graduatoria riservata, generalmente meno affollata di quella aperta ai civili. Le percentuali esatte di riserva sono indicate in ciascun bando.
Una novità importante per chi ha tatuaggi
Vale la pena segnalarlo proprio parlando del canale d’ingresso più accessibile: per i concorsi VFI dell’Esercito la regolamentazione sui tatuaggi è stata resa più flessibile. I candidati con tatuaggi non sono più automaticamente esclusi: vengono valutati natura, estensione e collocazione, e restano ammessi i tatuaggi su avambracci e gambe sotto il ginocchio purché di contenuto decoroso. Restano esclusi i tatuaggi con simboli offensivi, osceni o contrari ai valori delle Forze Armate. È una differenza significativa rispetto ai Carabinieri, che mantengono le regole più stringenti.
Due strategie a confronto
- Via diretta: concorrere subito per il ruolo desiderato (Allievo Agente, Allievo Carabiniere) nella graduatoria aperta ai civili. Più rapida, ma più competitiva.
- Via VFP: entrare prima come Volontario, prestare servizio, e poi concorrere nella quota riservata. Più lunga, ma con un rapporto candidati/posti generalmente più favorevole, oltre allo stipendio e all’esperienza maturati nel frattempo.
Non esiste una scelta giusta in assoluto: dipende dall’età, dal titolo di studio e da quanto si è disposti ad aspettare. Quello che conta è non ignorare la via VFP per mancanza di informazioni.
In Accademia Virtus aiutiamo i candidati a mappare il percorso più adatto al proprio profilo prima ancora di iniziare a prepararsi, perché scegliere il concorso giusto è il primo passo della preparazione.